Domenica 1 e 2 luglio Valencia y Santiago Calatrava

Arriviamo al campeggio Devesa Gardens, questo è grande, ha di tutto dalle piscine, campi da tennis, bar in ogni dove, città dei bambini, shops, ecc. Tutto troppo per me… Anche qui però il mare e spiaggia sono stupendi. Ci sistemiamo nella nostra particella, sembra una via periferica che si vedono nei film americani. Qui ci organizziamo: visita del museo della scienza e al rientro piscina e aperitivo. Arriviamo in centro a Valencia col bus numero 25 in circa 20 minuti. I bus sono spaziosi e molto puliti, ci sono dei posti a sedere di due colori, quelli verdi sono riservati agli anziani o chi con handicap. Sono 38 gradi, ci si scioglie ma stiamo benone appena entriamo nel museo. Visto da fuori è uno spettacolo di architettura e sembra di essere in una città futuristica di Star Treck Interprise. L’architetto è Santiago Calatrava e ho subito comprato la sua biografia per conoscerlo meglio. Si resta senza parole, andateci, vale la pena! All’interno c’è da perdersi come la scienza del resto ma c’è una sezione dedicata alla costruzione di tutto il progetto, passo per passo, storia, date, numeri, ne resto incancata. C’è ancora una struttura in fase di costruzione dedicata alla seconda parte dell’acquario. Quando siamo usciti ho cercato con gli occhi tra gli operai se per caso Calatrava si aggirava tra loro per controllare il cantiere, magari ci scappava un autografo sul libro….

Al rientro vedo il bus 25 e urlo: “Il nostro bus!” e tutti corriamo come matti come quando i miei figli sono stanchi e si lamentano in continuo, per farli affrettare all’auto urlo: “Chi arriva ultimo è pirla!” e funziona sempre. Saliamo sul bus ma ci mettiamo più di un’ora ad arrivare. Abbiamo preso il bus 25 sbagliato!

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