Sono tornata

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Purtroppo, le persone sono come le scarpe. Per capire che sono sbagliate devi farci un po’ di strada – Charlie Braun

A volte succedono cose brutte che ti stroncano all’istante, di solito succedono agli altri, di solito senti storie di altri.

E qualche mese fa anch’io sono diventata GLI ALTRI. All’improvviso l’invidia e la cattiveria allo stato puro di certe persone ti attacca in modo subdolo, tu non te ne accorgi subito perché cominci a sentirti fuori posto a disagio e non ne comprendi la ragione, poi col passare delle settimane, dei mesi subentra il malessere fisico. Ti ammali. Fai fatica a dormire, i mal di testa ti perseguitano giornalmente, il cuore batte veloce senza tregua fino al punto di temere che possa scoppiare in qualsiasi momento. Le cose belle svaniscono, nemmeno la vicinanza della tua famiglia basta a contrastare il malessere.

Io le ho conosciute le persone cattive, quelle maligne che ti avvelenano e mentre lo fanno si sentono forti e potenti. Certo perché loro questo lo fanno insieme e non hanno altri scopi nella vita: si nutrono di questo, della tua energia che ti succhiano. Loro l’essenza della vita la ignorano completamente. Questa è la loro croce e non desidero nulla di ciò che possiedono. NULLA. Provo solo compassione.

Tutto questo succedeva nello studio dove lavoravo part-time. All’inizio avevo cercato di reagire, trovare un dialogo ma poi realizzi che non parlano la tua stessa lingua, non la vogliono parlare. Quando l’ho capito ho voluto essere forte e professionale. Lo sono stata fino all’ultimo giorno ma dentro mi sentivo già morta e sognavo solo di poter volare lontano da tutto.

Poi si sono presi cura di me, le persone buone. Mio marito che mi ha protetta e non mi ha lasciata sola un momento. Sono rimasta a casa mia, l’unico posto in cui mi sentivo al sicuro. Niente telefono, e-mail e social. Solo io, come una bambina piccola spaventata che andava in panico al pensiero di dover uscire a fare la spesa o accompagnare i figli alle loro attività ma che riusciva a distrarsi se dipingeva, leggeva e si dedicava all’ordine della casa.

Ho passato in rassegna ogni locale della casa, ogni mobile svuotandolo, pulendolo e riorganizzando gli oggetti che ho tenuto. È stato un gran lavoro ma mi ha fatto bene perché come me, a causa del veleno, anche la casa era parecchio trascurata. Questo lavoro, oltre alla mia famiglia e a quei pochi amici che mi sono stati vicini, sono stati l’antidoto.

Sapete in che ordine sono andata? Ho cominciato dalle camere dei ragazzi per la quale è stato più semplice sistemando in modo pratico e riordinando le cose di scuola, giochi e armadi. Poi il bagno e la mia camera da letto. In seguito, la cucina perché è più vasta ma è stata una gran bella soddisfazione tirare fuori tutto, eliminare gli utensili rovinati e aver la scusa per scegliere dei nuovi piatti e altri accessori da comprare.

L’ultima parte è stata quella più impegnativa, ecco perché ho preferito lasciarla per ultimo (e ancora non ho finito ma per queste cose non bisogna avere fretta). L’ufficio è situato al piano terra della casa, subito dopo il locale per scorte alimentari, attrezzi do-it e giardinaggio, accessori auto, ecc. usato come cantina, dal quale si accede come entrata secondaria ma che usiamo tutti perché è più comoda quando posteggiamo l’auto nel garage.

Nel locale ufficio c’è un grande armadio a cinque ante in cui ci sono giacche, cappotti, abbigliamento da sci, zaini e borse sportive più delle scatole con alcuni vestitini dei miei bebé che ho conservato. Appoggiata alla parete più lunga una scaffalatura di 4,5 metri in cui documenti, amministrazione della casa, archivi scolastici, ricordi d’infanzia dei miei figli e tutto il mio materiale di ArmadioMania testimoniano quante cose abbiamo vissuto e fatto.

Insomma, non è facile nemmeno per me, che sono una professionista, a riorganizzare e fare un viaggio introspettivo ma mi ha fatto bene e consiglio di farlo regolarmente.

Ecco dove sono finita in questi mesi e perché sono stata assente dai social se non per 2-3 post apparsi su Instagram. Ora sono tornata, sono guarita e comincio un nuovo capitolo nel giorno del mio compleanno alla faccia dei cattivi che sono rimasti là, nella loro piccolezza da persone ormai insignificanti.

Spero che questo articolo possa essere d’ispirazione a chi sta passando un momento di crisi e sarò felice di esservi di supporto.

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