Giovedì 28 giugno, una passeggiata romantica

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Ore 7.30, sono già sveglia e decisa a camminare per fare un po’ di attività. In un camper è impossibile essere discreti e silenziosi ma Paolo tenta di continuare il suo sonno invano perché riesco a persuaderlo, ormai gli tocca. I ragazzi dormono ancora profondamente. Scoprire questa piccola cittadina marittima mi mette di buon umore e mano nella mano facciamo una bella passeggiata arrivando fino al porto dove ci sono tanti piccoli bar, facciamo colazione e ci godiamo lo scenario. La giornata è stupenda, Argelés-sur-mer si sta svegliando con i suoi pescatori, operatori turistici, fruttivendoli, ecc. Ci resterei per sempre!

Al rientro Nathan è quasi pronto per il nostro appuntamento osteopatico. Troviamo lo studio di Erwan in una stradina sul mercato, ci accoglie cordialmente e ci chiede di attendere un momento perché ancora occupato. Nel frattempo arrivano altre due signore, una con la gamba ingessata che cammina grazie al carrello, è francese ma sposata con uno spagnolo ed è in vacanza, sfortunatamente è scivolata fratturandosi un piede, (azz, allora c’è qualcuno più sfigato di me). L’altra soffre di artrosi e vive lì. Ci capiamo a stento ma nella saletta l’attesa diventa vivace e divertente tra una battuta e l’altra. Ora tocca a noi, entriamo nella sala di Erwan e restiamo ancora soli. Nathan si mette sul lettino con le scarpe e io lo rimprovero ma lui mi dice: “Mamma, guardati intorno, sembra uno studio della seconda guerra mondiale”. Effettivamente non ha tutti i torti. L’osteopata è molto simpatico, ci ha ascolati, ha fatto una piccola lezione sulla meccanica dello scheletro, cric e crac e poi dato dei consigli. Straordinario, Nathan è rinato in pochi giorni come previsto da Erwan. Il tutto in francese e per 60€.

Il pomeriggio io e i gemelli andiamo in spiaggia a rilassarci mentre Paolo e Nathan si recano presso un concessionario FIAT per chiudere il buco del Mostro con una lamiera provvisoria e poter proseguire il viaggio la mattina seguente in tutta tranquillità. La Spagna ci attende. Olé!

Organizzazione: prima di ripartire per la tappa successiva, controllate di avere tutte le informazioni in merito, merenda o spuntino già preparato mentre siete in viaggio.

Mercoledì 27 giugno come quelli veri

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Al camping Front-de-mer siamo piazzati in ottima posizione: vicino ai servizi, il negozietto, il ristorante e la piscina. Le particelle sono ben ombreggiate e vicino a noi solo gente tranquilla. Spesso sono coppie anziane con anni di vita da nomadi alle spalle. Ci sono anche due bei ragazzi super attrezzati di camper tecnologico e tutte le comodità, fisico atletico, abbronzati che si preparano piattini salutari alla griglia. Incuriosiscono a vederli perché per noi è piuttosto insolito e mi vergogno un po’ ammettere di aver fatto qualche supposizione su di loro del tipo “Sono una coppia? Sono invece due cucadores? O forse sono giovani mariti scappati dalle mogli per divertirsi?” Mia figlia mi ha fatto notare che in due giorni di permanenza sono sempre stati a petto nudo e sono un po’ vanitosi, “Non fa niente tesoro, alla mamma non disturba” le rispondo. Alla fine abbiamo scoperto che sono due operai, partono all’alba indossando tute arancioni e rientrono a metà pomeriggio.

Appena arrivati, dopo la disavventura del giorno precedente, anche Nathan era in crisi per via del suo strappo muscolare ed era rimasto col ginocchio bloccato. Così la signora alla reception ci ha dato il numero del suo osteopata dopo averci raccontato vita e miracoli del suo “petit chou-choud” mostrandoci la foto di suo figlio che si è rotto spesso perché pratica il rugby. Accipicchia, altro che petit, è un armadio a due ante e pesa 110 kg! Il giorno dopo alle 10.30 di giovedì eravamo attesi dal famoso osteopata.

Ho detto che il camping è ok, l’unica novità rispetto al primo è che nei gabinetti non c’è il rotolo della carta (per fortuna lo abbiamo scoperto prima di sederci). Come donna ho perso tutta la mia dignità perché ora nella mia borsetta il rotolone di carta wc ha preso il posto di rossetto e accessori femminili. Beh, però potrebbe essere un’idea per lanciare una linea stilosa per dei porta-carta-wc da camping. E per restare in tema vi dico pure che per la nostra famiglia vige la regola che si usa il wc solo per emergenza mentre si viaggia. Purtroppo tocca svuotarlo prima o poi e su questo c’è poco da dire ma quello che trovo surreale è che ognuno se ne va in giro per il camping tronfio col proprio trolleycaccometro manco fossero piloti di linea od hostess che si tirano appresso i loro effetti personali. Io mi rifiuto categoricamente.

Ci sono due piscine una esterna con ponticelli, cascate, scivoli e malgrado ci sia molta gente non disturba perché essendo molto grande la densità per m2 è ben distribuita. L’altra piscina è coperta anche molto carina con altri due scivoli. I ragazzi mi esortano a scendere con loro, all’inizio esito ma poi mi dico che se si è buttato Paolo e pure loro non dev’essere pericoloso. Va bene. 1,2,3 viaaa! Scivolo lungo il tubo che sembra non finire mai perché sento i punti di giunzione della struttura infierire metro dopo metro sulla schiena e quando riesco a guardarmi alla specchio scopro una bella escoriazione sulle vertebre toracali.

Organizzazione: se prevedete scivoli usate costumi vecchi, spesso si bucano e restano i pallini, altrimenti kit del cucito pronto all’uso.

Martedì 26 giugno comincia l’incubo

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È mai possibile che ogni momento è un’occasione per litigare?! Dovevamo sbaraccare per partire ma i ragazzi discutevano in continuazione e non collaboravano. Ero nera dalla rabbia e di conseguenza tra l’equipaggio del Mostro tirava una brutta aria.

Finalmente tutto è pronto, si accende il motore e il navigatore ci accompagna all’entrata dell’autostrada in direzione di Argelès-sur-mer quando all’improvviso un forte rumore mi toglie il respiro. Non riusciamo a capire, forse i piatti sono caduti e si sono frantumati? Nooooo!!!

Mi giro e a momenti collasso. Imprecazioni *!§”!!@%. Incredulità e voglia di scappare. È successo che per entrare in autostrada siamo dovuti passare sotto un ponte, e fin qui nessun problema, peccato che un buco nell’asfalto ha fatto rimbalzare la finestra sul tetto che si è aperta proprio nel momento peggiore disintegrando il plexiglas in una miriade di pezzi e non c’era l’opportunità di accostare se non dopo il primo casello per verificare la situazione e decidere il dafarsi. La colpa non era di nessuno, da biasimare unicamente la nostra inesperienza. Proprio un bel danno, abbiamo raccolto i pezzi e sistemati al meglio dentro la doccia. Per prima cosa ho cercato di contattare il proprietario per chiedere come comportarci ma rispondeva la segreteria telefonica. Ora, se vi trovaste un messaggio che qualcuno ha demolito il vostro mezzo, non vi allarmereste e richiamereste immediatamente per saperne di più? Ecco, lui no. Il proprietario per me è un enigma perché nei giorni a seguire fino alla consegna non lo sentiremo mai. In ogni modo, eravamo a lato dell’autrostrada e mentre Paolo controllova eventuali altri danni io cercavo su internet il concessionario, un garage, un carroziere o un santuario più vicino per farci aiutare. Nulla vicino a noi per cui decidiamo di arrivare a destinazione. Sembrava di viaggiare nello spazio con una tempesta di meteoriti talmente il rumore era forte, era insostenibile così ci siamo fermati a una stazione di benzina e con un po’ di fortuna abbiamo comprato nastro isolante e una mantellina per la pioggia che aperta ricopriva tutto il buco. Il difficile era salire sul tetto, inscoccettare e poi saltare giù da più di 3 metri ma siccome non sono James, James Bond la cosa è stata più goffa agli occhi dei passanti.

Comunque, ripartiamo ma a 110 km/h il viaggio è tutto un trambusto per controllare la riparazione, mi procuro anche un livido al braccio che in seguito diventerà di tutti i colori. A un certo punto Gianluca si lamenta per la nausea (e ci credo!!!) prendo il blister di Motilium e gliela do, Paolo mi chiede se ho controllato e mi offendo pure perché sono una Professional Organizer che ha organizzato tutti i medicamenti nella scatola Rotho, sì, peccato che nell’agitazione gli ho dato una Temesta. Altra imprecazione *!§”!!@%. Per fortuna che la nostra pediatra ha risposto subito al telefono che ci rassicura e dice che dormirà a lungo.

Arriviamo al camping Front-de-mer, ci sembra un miraggio. Finalmente ci possiamo rilassare e sperare che il peggio sia passato.

Organizzazione: La calma è la virtù dei forti e aiuta a pensare per reagire prontamente.

Lunedì 25 giugno vita da camping e primo bagno in mare

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La prima notte in cinque è passata. Come si dorme? Non sembra poi così male, il letto matrimoniale è situato sopra la postazione di guida. All’interno lo spazio è molto più ampio di quello che sembra visto da fuori e chi conosce Paolo, sa che non ho un marito bonsai. In ogni modo, ci siamo piazzati bene, anche se guardando gli altri camperisti ci siamo resi conto di non aver provveduto a un adattatore per il cavo elettrico, un filo per stendere asciugamani e costumi e mille altre cose, però abbiamo imparato a raddrizzare il Mostro con i cunei (Gianluca si diverte a far la prova del bicchiere controllando la pendenza del livello dell’acqua), aprire la veranda e montare al volo tavolini e sedie. Per i pasti ho deciso di non impegnarmi con imprese culinarie da guida Michelin ma solo il minimo indispensbile, cioè colazione, piccoli spuntini, insalate o pasta.

Organizzazione: portatevi una scorta di acqua, latte, succhi o altre bibite, vi eviterà di andare a fare spesa grossa durante le soste ai camping, ricordatevi che non siete in auto e quindi non potete caricarvi di cose pesanti per rifornire il frigo.

Avevo notato spesso una processione di uomini con il catino in mano, mi ero detta che probabilmente avevano un hobby particolare ma seguendoli avevo visto che andavano al lavatoio a lavare i piatti. Caspita, perché non approfitto anch’io di questa usanza? Tra le mille cose a cui non abbiamo provveduto, appunto anche il catino…. In ogni modo anche se era impegnativo cucinare e rigovernare lo si faceva perché non potevamo permetterci di accumulare le cose sul cucinino. Qualsiasi attività dentro il Mostro diventava un’impresa con tempi biblici se ci stavamo tutti e cinque. E i primi segnali di nervosismo si erano palesati.

Per fortuna che Puget-sur-mer era incantevole, la spiaggia e il mare avevano un clima veramente rilassante. L’acqua limpida e non troppo fredda, la sabbia fine e morbina invitava a lunghe passeggiate sulla riva. Che bello, finalmente il mare!

La seconda tappa era Argelès-sur-mer a circa 440 km, ignari di ciò che ci sarebbe successo….

Domenica 24 giugno ore 8.30 partenza

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Sono le 7.30, Paolo e io ci svegliamo, il tempo di vestirci, chiudere casa e salutare il gatto Mao. Il Mostro è posteggiato di fronte al nostro garage, dobbiamo solo attraversare la strada. La domenica mattina sembra essere ancora in fase REM, “Chissà” penso e busso alla porta del Mostro. “Buongiorno! Dormito bene?” Eh sì, i ragazzi erano talmente impazienti di dormirci che non hanno resistito così la loro prima notte vacanziera è stata a 50m da casa e, sebbene non ne fossi tanto entusiasta, trovo che alla fine sia stata una buona idea per fare una prova e vedere se occorreva qualcosa d’altro prima di cominciare l’avventura.

La prima tappa è Puget-sur-mer, una piccola località di Fréjus a circa 450 km. Paolo alla guida, io co-pilota accanto e la prole seduta ai tavolini impegnati con giochini e letture varie. Si viaggia bene, c’è spazio come su un treno e questo è strategico perché almeno nessuno ti chiede ogni 3 x 2 quanto manca. Organizzazione: ho preparato, a portata di mano, una tabella di marcia giorno per giorno con le varie tappe, gli indirizzi dei camping prenotati e il loro numero di telefono in caso di urgenza, una carta di credito separata per i caselli autostradali più benzina, carte d’idendità e i documenti del camper.

Mentre Paolo guida io mi guardo intorno. Si lo so, è solo una monovolume più grande ma la mia prospettiva è cambiata; curiosavo dappertutto, il poggia braccia, il mio sedile, l’aria condizionata, il mini estintore accanto e… che cosa c’è in questa bella custodia? Un binocolo? Perché mai lo forniscono in un camper? Aspetta, ora lo apro. Wow, è un defibrillatore! Pensano proprio a tutto, devo ammettere che come Professional Organizer io non ci avrei pensato, sono stupita, lo devo condivedere assolutamente con mio marito che però in sole sei parole stronca l’eccitazione per questa scoperta: È UN COMPRESSORE PER LE GOMME.

Dopo un paio d’ore decido di dare il cambio a Paolo e mi metto io alla guida. Mi è bastata un’ora di autostrada da Ventimiglia a Cannes per guadagnarmi una cervicale coi fiocchi. Il Mostro è piuttosto largo, attenzione alle curve, ritardardarle doucement, attenzione a sorpassare, attenzione a farsi sorpassare dalle auto velocissime e dai camion che, entrambi provocano uno spostamento d’aria non indifferente e se siete guidatori orgogliosi che non amano farsi superare da tutti, abbassate il capo e fatevene una ragione. La sicurezza prima di tutto. Dimenticavo, oltre i 110 km/h è fuori discussione. Inoltre abbiamo imparato che decidere di uscire dall’autostrada per uno spuntino di mezzogiorno a Loano è stata una pessima idea: non è che si trovano posteggi a ogni angolo per i camper, quindi abbiamo perso almeno 40 minuti  prima di rendercene conto e ritornare in autostrada per fermarci ad un’area di sosta assieme ai camionisti per smorzare la fame.

Quel che conta però è che siamo arrivati al camping Bastiane Puget-sur-mer, l’accoglienza e personale molto cordiale e posto magnifico.