Domenica 8 luglio verso casa

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Dopo Peniscola abbiamo fatto tappa ad Argelès-sur-mer e in seguito a Cannes una notte ciascuno. Abbiamo scelto il camping Parc Bellvue di Cannes a caso perché era appena fuori dall’autostrada e quindi comodo per ripartire. Su Tripadvisor però c’erano alcuni commenti negativi ma ci siamo detti: “Tanto è solo per una notte” e invece devo dire che siamo rimasti piacevolmente sorpresi, cordiali, piscina e sdraio puliti, tranquillo e le particelle ben strutturate nel bosco, quindi, non lasciatevi condizionare troppo da Tripadvisor, chi ha lasciato il commento probabilmente era abituato al lusso a cinque stelle degli alberghi.

Guida sempre Paolo, io non me la sento e scrivo mentre viaggiamo. Ormai ha preso bene la mano anche se i primi giorni non capivamo perché ai caselli la voce dal citofono diceva di attendere i soccorsi, poi quando ho capito ci siamo sbellicati dalle risate. Paolo arrivava troppo vicino per riuscire a prendere il ticket e di coseguenza con lo specchietto laterale schiacciava il bottone SOS senza accorgersene.

Siamo in dirittura d’arrivo, tutto sommato ho imparato a comunicare in spagnolo, visitato posti mai visti e lungo il percorso ho incontrato e conosciuto la  storia di persone speciali. Per due settimane ho potuto avere mio marito tutto per me finalmente (è informatico e di solito è sempre impegnato anche a casa per lavoro). L’unica cosa: scordatevi di avere un po’ di intimità col vostro partner se siete sopra la cabina guida formato loculo…Lo rifarei ancora dunque? Come dice la mia amica australiana Helen: “Oh my God Moni, never again!”

Bills-LunchMoney Lewis è diventata la nostra colonna sonora – alla tastiera Nathan Oberti

L’opinione dell’equipaggio:

  • Emmaluna: Un po’ stressante ma ho fatto tanti bagni di mare, sabbia e in piscina.
  • Gianluca: Mi aspettavo meglio il camper, mio padre non mi ha comprato il metaldetector per cercare il metallo nelle spiagge.
  • Nathan: Mai più!!! E tre punti esclamativi sono pochi.
  • Paolo: Posti belli ma no comment dopo 41h di guida

Io e Paolo lanciamo un appello agli albergatori: Invitateci, abbiamo bisogno di vacanza dalle vacanze!  Sarò felice di scrivere di una nuova esperienza.

Tabella di marcia

Alcune cifre Camping
camper 2’284.00 http://www.labastiane.com/
camping 646.00 https://www.camping-front-mer.com/contact-situation/
benzina 454.00 http://campingmasnoubarcelona.com/2015web/index.php/es/
caselli 278.00 http://www.campingvizmar.com/autocaravanas
ristoranti 306.00 http://www.devesagardens.com/uploads/pdf/es/Tarifas
spese varie 900.00 http://www.campingvizmar.com/autocaravanas
kilometri 3’029.00 https://www.camping-front-mer.com/contact-situation/
ore di viaggio 41.25 www.parcbellevue.com
sinistro 1’300.00 no comment

L’organizzazione in ogni modo è stata, come nella vacanza, nella vita di tutti i giorni, nella vita professionale e, continuerà ad esserlo, l’elemento fondamentale non tanto per avere tutto sotto controllo, ma per vivere ogni momento con gusto, con le emozioni che lasciano un segno tangibile nei nostri ricordi, senza l’ombra di altri pensieri e preoccupazioni. Ogni tanto però non bisogna dimenticare di lasciare comunque spazio all’improvvisazione, alla spontaneità a lasciarsi sorprendere dagli eventi.

Organizzazione è tempo libero da passare con in nostri cari ed è anche qualità di vita…….Il nostro viaggio lo ha dimostrato.

Enjoy!

Giovedì 4 luglio ritorno a Peniscola città dei Templari

Al camping Vizmar (noi lo chiamiamo Vismara con gusto) ci fermiamo tre giorni per goderci bagni di mare, passeggiate, cucina, piscina. Si sta proprio bene qui e importante, ci siamo presi il tempo per visitare il castello costruito dai Cavalieri Templari. Nell’anno 718 Peniscola era controllata dagli arabi, poi nel 1233 subentrò re James I e in seguito re James II di Aragon fino a passare all’ordine dei Templari che appunto costruirono la loro fortezza. Visitando il castello all’interno sembra di vivere nell’epoca di Robin Hood, ancora in perfetto stato come i nostri castelli di Bellinzona, sul punto più alto della roccia il castello ha una vista mozzafiato e il nucleo ai suoi piedi pieno di viuzze assomiglia al paese di Montalcino. Qui abbiamo mangiato in un’osteria pittoresca dove il proprietario è stato molto ospitale e il cibo ottimo. Sangría a litri…

Non aggiungo altro, le foto raccontano il resto.

E questa foto cosa centra? Appunto, erano esposti nel negozio di souvenir…bizzarro. Non credo ne vendano molti, anzi sembrano essere lì da anni :)))

Organizzazione: le visite spesso si appesantiscono col caldo, la gente o la lingua straniera. Preparatevi leggendo le informazioni principali o la storia durante il viaggio, in aereo o treno per esempio, oppure anche scaricando app guide audio. Sarà una visita più coninvolgente!

Martedi 3 luglio Valencia in compagnia di nuovi amici

Di nuovo alla fermata del bus, questa volta abbiamo controllato quando e dove prendere quello giusto per tornare. Accanto a noi una coppia con il loro cagnolino e indovinate un po’? Abbiamo cominciato a chiacchierare. Anche loro la prima volta a Valencia, si chiamano Lorella, Lino con il cagnolino Charlie. Sono italiani e sono proprietari del loro camper per il quale hanno alle spalle anni di viaggi e un sacco di posti visitati. È bello sentire Lorella raccontare dell’Africa, la Tailandia e il loro viaggio attuale. Sono diretti in Portogallo dove si incontreranno con la figlia che li raggiungerà da Berlino.

Decidiamo di visitare la città insieme, cominciando da un bar per la colazione e passando dalla Catedral de Santa Marìa de Valencia, in stile misto nel corso dei secoli dal romanico, gotico, rinascimentale, barocco e neoclassico.

C’è il museo della seta, il centro del commercio di una volta e il mercato coperto enorme con tante prelibatezze e prodotti freschi. Ho imparato a dire albahaca fresca, voglio dire, in italiano, tedesco, inglese e francese si assomiglia e non mi aspettavo un suono totalemente diverso per il basilico e dunque l’ho comprato per l’insalata di pomodori prevista a cena.

Per il pomeriggio ci siamo divisi dai nostri amici per visitare l’acquario di Calatrava (in un giorno sarebbe stato troppo). È il più grande acquario d’Europa, suddiviso in categorie di animali. Ci sono i tunnel di vetro in cui camminiamo mentre squali e razze fluttuano sopra le nostre teste, c’è lo show dei delfini e tanto tantissimo da scoprire. Questo posto è immenso!

Rientriamo, apero con cena e ultimo bicchiere di vino con Lorella e Lino per salutarli.

Questa è l’ultima tappa e piano piano bisogna organizzare il ritorno.

Domenica 1 e 2 luglio Valencia y Santiago Calatrava

Arriviamo al campeggio Devesa Gardens, questo è grande, ha di tutto dalle piscine, campi da tennis, bar in ogni dove, città dei bambini, shops, ecc. Tutto troppo per me… Anche qui però il mare e spiaggia sono stupendi. Ci sistemiamo nella nostra particella, sembra una via periferica che si vedono nei film americani. Qui ci organizziamo: visita del museo della scienza e al rientro piscina e aperitivo. Arriviamo in centro a Valencia col bus numero 25 in circa 20 minuti. I bus sono spaziosi e molto puliti, ci sono dei posti a sedere di due colori, quelli verdi sono riservati agli anziani o chi con handicap. Sono 38 gradi, ci si scioglie ma stiamo benone appena entriamo nel museo. Visto da fuori è uno spettacolo di architettura e sembra di essere in una città futuristica di Star Treck Interprise. L’architetto è Santiago Calatrava e ho subito comprato la sua biografia per conoscerlo meglio. Si resta senza parole, andateci, vale la pena! All’interno c’è da perdersi come la scienza del resto ma c’è una sezione dedicata alla costruzione di tutto il progetto, passo per passo, storia, date, numeri, ne resto incancata. C’è ancora una struttura in fase di costruzione dedicata alla seconda parte dell’acquario. Quando siamo usciti ho cercato con gli occhi tra gli operai se per caso Calatrava si aggirava tra loro per controllare il cantiere, magari ci scappava un autografo sul libro….

Al rientro vedo il bus 25 e urlo: “Il nostro bus!” e tutti corriamo come matti come quando i miei figli sono stanchi e si lamentano in continuo, per farli affrettare all’auto urlo: “Chi arriva ultimo è pirla!” e funziona sempre. Saliamo sul bus ma ci mettiamo più di un’ora ad arrivare. Abbiamo preso il bus 25 sbagliato!

Sabato 30 giugno baywatch a Peniscola

Qui ci fermiamo solo una notte per riposarci, il posto è turistico ma anche qui non affollato, spiagge grandi e pulite. Il camping si chiama Vizmar gestito a conduzione familiare, semplice ma piacevole e a piedi si arriva in cinque minuti in spiaggia. Mentre Paolo resta nel camper a prendersi cura di Gianluca per un mal di pancia io, Emmaluna e Nathan andiamo a prenderci un rinfresco al bar sul lungo mare. Una granita, un succo di pesca (tanto per cambiare) e un espresso con latte freddo, il tutto sempre nel mio spagnono base. Chi è di lingua madre spagnola, mi dice dove ho sbagliato? Quando ho chiesto caffè solo frío mi arriva un espresso con del ghiaccio, più grande della tazzina, separato nel bicchiere.

Sulla spiaggia ci avvicina il guardiaspiaggia che ci sente parlare in italiano, e ancora una volta veniamo scambiati per italiani, comincio così a chiacchierare con lui. Daniel ha trent’anni, spalle larghe e muscolose, abbronzato, veste calzoncini rossi e maglietta gialla fluo con scritto S.O.S. Lui è letteralmente scappato dall’Italia in aprile perché ha perso il lavoro e l’attesa di definire il governo italiano lo fa soffrire, gli è stato promesso che riavrà il suo posto come vigile del fuoco appena si calmano le acque. Lui salva vite, capite? Eppure non può lavorare, così per non stare con le mani in mano ha deciso di stare a Peniscola da un amico e appena lo chiamano tornerà in Italia. Faccio fatica a seguirlo nei suoi discorsi perché si esprime un po’ in dialetto calabrese e il resto in perfetto spagnolo ma mi dice che soffre molto di nostalgia e questo l’ho capito chiaramente. Daniel, mi ha fatto piacere conoscerti e ti faccio tantissimi auguri!

Peniscola e il camping Vizmar ci piace molto, infatti ci fermeremo anche al ritorno per visitarla con calma.